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I vantaggi di essere un cretino

agosto 8, 2012

Inizio col chiedervi scusa: nonostante io viva sul vostro stesso mondo non mi interesso di sport, né tanto meno delle vicende personali di chi in un giorno guadagne cifre che non vedrò mai in tutta la mia vita. Ma la monotonia e l’insistenza della cosiddetta “informazione” sono tali che a volte riescono a penetrare il muro del mio disinteresse. Così ho sentito di quel marciatore (Alex Schwazer) che si è dopato, e ho sentito le dichiarazioni del suo allenatore (Michele Didoni): parole tanto responsabili da sembrare eroiche… ma solo a paragone con tutti gli altri personaggi pubblici, perché in realtà era il minimo che uno potesse dire.

Cosa ha detto di tanto (non) speciale? Ha fatto un’autocritica. Ha detto che se un allenatore non si accorge che l’atleta ha in mente di doparsi, non ha capito niente e deve cominciare a riflettere. Capite? Non ha detto che non è colpa sua (cosa che in tribunale sarà probabilmente vera), ha detto che… è colpa sua!

Perché non sono speciali, queste parole? Perché dovrebbero essere scontate! Tu alleni una persona 5 ore al giorno, sei responsabile insieme a lui dei suoi progressi, probabilmente sei anche suo amico… e non ti accorgi che quello si vuole doppare per le olimpiadi? Ma allora sei un cretino!

Ma il problema è… perché sono anche un po’ speciali, queste parole?

Perché l’ovvietà che ho appena scritto è la più scomoda delle verità. Il nostro modo di vivere si basa sulla fuga dalla responsabilità. I personaggi pubblici sono solo un esempio estremo.

Si pensi a Rutelli, che vuole convincerci di essere un perfetto imbecille, ignorante e incapace di esprimere mezzo pensiero sensato per provare la sua innocenza. “Non ero in combutta con Lusi: semplicemente gli avevo dato il potere assoluto pur senza approvare nulla di ciò che faceva, e nonostante questo non avevo il minimo sospetto che quella persona che da vent’anni vedevo ogni giorno stesse usando metà dei soldi del partito per farsi i cazzi suoi. Non solo: sono anche troppo stupido per ammettere che la mia stupidità sia un problema per me e per la collettività”. Ovviamente Rutelli non è mai stato un genio, ma non è nemmeno così decerebrato come sta cercando di sembrare. Solo, preferisce fare la peggiore figura di merda della storia piuttosto che ammettere le sue responsabilità – legali o politiche che siano.

Ma pensate a voi stessi, ai vostri amici, ai nemici, a chi vi pare: conoscete forse qualcuno tanto scemo da farsi fregare in quel modo da una persona che da vent’anni conosce e vede quotidianamente? Nel 101% dei casi, la risposta è no. Ma andiamo oltre: conoscete qualcuno disposto a perdere completamente la dignità (come Rutelli) pur di sostenere la propria non colpevolezza? Purtroppo, se ci pensate bene, nel 101% dei casi la risposta è sì.

Ed eccoci al problema: la non responsabilità. Non quella della feccia che comanda, quella è scontata. Loro distorcono questa parola fino a indicare l’esatto contrario: “comportamento responsabile” in politichese significa fregarsene della coerenza e votare leggi peggio che fasciste per motivi di convenienza. Loro possono ordinare il bombardamento del Kosovo e dire che, se si legge fra le righe, la Costituzione non voleva mica dire che l’Italia ripudia la guerra (D’Alema). Possono dire nel primo pomeriggio in Piazza Del Popolo che non si possono ritirare le truppe dall’Afghanistan e poi al TG della sera che bisogna ritirarle assolutamente (Fassino). Possono portare in parlamento colui che salverà il governo Berlusconi e giustificarsi dicendo “e chi lo conosce? io con quello non c’ho mai parlato” (Di Pietro). Possono far finta di scoppiare a piangere in conferenza stampa e poi mettersi a urlare che gli esodati sono un’invenzione dell’INPS (la Fornero). Possono predicare che il posto fisso è troppo monotono dopo essersi fatti nominare senatori a vita (Monti).

Ma io parlo della vigliaccheria insita nel modo di vivere che ci viene insegnato fin da piccoli. La gente farebbe qualsiasi cosa pur di evitarla, questa responsabilità, la teme come fosse la fine del mondo. Io credo che il potere stesso, e quindi lo stato, esistano (anche) per sottrarsi alla responsabilità. Ma su questo argomento tornerò in una prossima puntata, amici telespettatori… allegria!

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From → Opinioni

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