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Scava, Bersani, che la Cina è lontana!

settembre 15, 2012

Un giorno, un tale di nome Keynes scrisse che per generare ricchezza si poteva pagare delle società per scavare buche e ricoprirle. In altre parole: pagate cose che non servono a niente, ma pagatele. E su questa cazzata si basa tutto il capitalismo moderno.

Le “grandi opere”, per esempio. I dati sulla TAV sono eloquenti: rispetto alle previsioni originali (di… Cirino Pomicino e Andreotti!) l’affluenza di passeggeri sui treni è inferiore alla metà, e cala costantemente da almeno 12 anni. Allora, dicono, se mancano i passeggeri la TAV si può sempre usarla per trasportare merci: solo che esistono già due valichi (il Gottardo e Modane) che oltre a essere costati un sacco di soldi non vengono usati. Beh, non importa: “la facciamo perché lo dice Keynes”. Certo, il fatto che i lavori siano assegnati alle solite persone che si accaparrano tutti gli appalti pubblici è puramente casuale: il vero motivo è proprio che “lo dice Keynes”. Salvo buttare i suoi libri nel caminetto, di nascosto, quando scoprono che diceva anche altre cose.

Ma non divaghiamo, torniamo alle buche.

Il problema sembra complesso. Ma, se lo fosse, perché avrebbero inventato termini tecnici difficili da capire, laddove i concetti potrebbero essere spiegati con parole che conoscevamo già alle medie? Lo dice anche Noam Chomsky, che in economia e in politica non c’è nessun concetto tanto complicato da non poter essere compreso da un ragazzino, purché glielo si spieghi in modo chiaro. Solo che l’economia è l’arte di far produrre valore a quasi tutti, lasciandogliene il minimo indispensabile perché il castello non crolli, e far entrare tutto il resto nelle tasche di chi non ne ha nessun bisogno né ha fatto nulla per meritarselo. E una cosa del genere non la puoi spiegare, se vuoi che i lavoratori continuino a mantenerti.

E così ho detto tutto quel che c’è da sapere sul capitalismo, però ho divagato di nuovo: torniamo alle buche.

Che cosa succede quando un’azienda fa un lavoro? Qualcuno la paga, gli operai lavorano, una buona parte dei soldi viene usata per pagare le attrezzature (altre aziende), una parte non degna di nota viene pagata agli operai. Questo genera ricchezza? No, perché quei soldi non sono stati cacati da un simpatico asinello, bensì sono stati semplicemente spostati da una tasca a un’altra. Ma allora Keynes si è inventato tutto? No, un effetto lo si ottiene davvero: siccome vengono fatti vari pagamenti, aumenta la quantità di denaro materiale in circolazione. Denaro che quindi vale di meno (inflazione). Keynes non era un cretino, ma ha detto lo stesso una cazzata: ha confuso le monetine con il valore.

La cosa straordinaria è che questo errore viene insegnato ancora nelle scuole, a giudicare dalle argomentazioni di alcuni giovani studenti che hanno tentato di convincermi dell’utilità economica della TAV. Loro si interessano, vogliono farsi un’idea su cosa è giusto e cosa no, ma si basano su un’ideologia borghese falsa. E la politica usa ancora Keynes per giustificare opere di cui nessuno ha bisogno.

Un’altra obiezione che ho sentito è: “anche se non viene generato valore, quello esistente viene distribuito in modo più equo”. Nemmeno questo è vero. La disuguaglianza è generata dal famoso plus-valore di cui parlava Marx, che è un problema strutturale: il proprietario dell’azienda possiede anche i frutti del lavoro, mentre chi materialmente produce merci o servizi possiede solo… la sua capacità di lavorare, vendibile per 8 euro l’ora o giù di lì. Facendo lavorare di più la gente non si fa altro che perpetrare questo meccanismo, e la sproporzione tra lavoratore e padrone rimane immutata.

Ecco spiegato perché scavare buche (o tunnel nelle montagne) non serve a niente. Se quello che ho spiegato non fosse facilissimo da capire, probabilmente non lo saprei nemmeno io.

Ah, dimeticavo: il titolo è una vecchia barzelletta. L’ho applicata a Bersani perché qualcuno quando va alle urne si dimentica sempre che la sua politica è identica a quella dei suoi avversari. Puoi scegliere di far costruire la TAV da uno che si sbronza da solo alla festa dell’unità invece che da uno che fa indossare alle bambine i costumini regalati da Gheddafi, ma l’effetto pratico è lo stesso.

La barzelletta era:
– Mamma, quanto è lontana la Cina?
– Pierino, zitto e scava!

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From → Opinioni

2 commenti
  1. “…qualcuno quando va alle urne si dimentica sempre che la sua politica è identica a quella dei suoi avversari….”

    Probabilmente dipende dal fatto che i soldi piacciono a tutti, e si possono spillare sempre all’incirca usando gli stessi metodi. Però è una definizione notevole!

    • Eh già, sarà per questo. Ma non dovremmo accorgercene. Ho preso lezioni di filosofia dal Pensiero Comune e ho scoperto che chi si accorge di questi dettagli è un qualunquista, mentre chi vota qualcuno tappandosi il naso è un cittadino responsabile.

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