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Sallusti sì, Sallusti no, Sallusti boh?

settembre 26, 2012


La casta si erge a difesa di un suo membro che è stato condannato per aver commesso un reato di cui va fiero. Non sto parlando della classe politica, ma della casta dei giornalisti. In prima fila tra i difensori di Sallusti c’è Travaglio, che pure non gli ha mai riconosciuto alcuna dignità né professionale né tanto meno umana
(ti prego Travvy, querelami: in aula ti porterò la registrazione di quando hai detto che peggio di lui esiste solo la muffa, o quella in cui hai detto che temi denunce da parte degli studiosi delle muffe).

Mi ero ripromesso di non parlare delle idee di Sallusti, ma… come si fa, di fronte a un caso estremo? Bene, l’articolo anonimo per cui il verme è stato condannato auspicava la morte di due genitori, un medico e un giudice che avevano permesso a una ragazza di abortire. Di più: la ragazzina che secondo questo miserabile bastardo avrebbe dovuto essere costretta a figliare, aveva 13 (tredici) anni. Di più: siccome la poveretta ha avuto dei momenti emotivamente difficili, questo lurido l’ha fatta passare per una che è impazzita a causa dell’aborto. Questo giusto per tornare nel mondo reale e ricordare a qualcuno chi sta difendendo con tanta foga.

Sul caso specifico, fermiamoci qui. Non perché non ci sia molto da dire, ma perché divagherei troppo. Facciamo finta che Sallusti sia stato condannato per aver espresso una legittima opinione. Sul comunicato del sindacato degli ignoranti pagati per diffondere la loro ignoranza, si legge: «La Giunta della Fnsi continua la sua battaglia per la cancellazione immediata di una norma illiberale che punisce con la galera le opinioni».

Curioso: prima che Sallusti venisse condannato, né la FNSI, né Travaglio e i suoi azionisti di maggioranza, né Repubblica, né il “popolo di Feisbuc” aveva mai dato segno di essere dalla parte di chi esprime un’opinione. Eppure i motivi c’erano eccome: anarchici accusati di terrorismo per aver sostenuto e motivato che il libro bianco di Biagi era una porcata, centri sociali dove la polizia piazza dei mitra e ragazzi giovanissimi mandati al processo solo dopo essere stati sottoposti a un regime simile a quello di Totò Riina, un vecchio picchiato alla Festa dell’Unità di Modena per aver volantinato e non è mai più uscito dall’ospedale… francamente, non avrei mai pensato che a questi indignati democratici stesse a cuore la possibilità di esprimere un’opinione. E non lo penso nemmeno adesso.

Il motivo per cui Travaglio, in coro con l’intera casta, piange osservando l’odiato Sallusti condannato è chiaro. E’ lo stesso motivo per cui il PD, quando c’è il voto segreto, vota contro l’arresto dei parlamentari del PDL. Lo stesso per cui la magistratura ha decretato che Stefano Cucchi (osservate quella foto terribile prima di finire la frase) si è suicidato nella sua cella respirando la bomboletta di un fornelletto da campeggio. O per cui i massacratori di Genova non faranno un solo giorno di galera mentre i dissidenti hanno avuto condanne fino a 30 anni.

Il motivo lo descrivono bene i versi un po’ criptici di DeAndrè: i soci vitalizi del potere, ammucchiati in discesa a difesa della loro celebrazione.

Il fatto che Travaglio non sia abbastanza intelligente per capirlo, non lo autorizza a comportarsi come gli assassini di Cucchi e i massacratori del G8.

Ora la buffa rete si spacca tra una maggioranza che, pur avendo sempre sognato di scorticare vivo Sallusti, ora piange per la sua condanna; e una minoranza che non si è dimenticata di odiarlo, e pensa di risolvere i problemi politici mandando in galera i mercenari dell’informazione (o metà di loro).

Beh, se due giorni fa Sallusti era l’ultimo dei miei pensieri, lo è ancora oggi. Questo post ad esempio non è su di lui, ma è su tutto quello che i suoi nuovi adulatori si sforzano di dimenticare. Cioè sulla repressione vera, quella di cui si legge ben poco; quella che colpisce chi – pur non essendo pagato da Berlusconi, dalla sinistra o da Roberto Casaleggio – si ostina a scrivere e urlare le proprie opinioni anche quando non è prudente farlo. Non è il caso di Sallusti né di Travaglio, ma di tutte quelle persone su cui questi giornali scrivono vergognose bugie, spacciandoli per collezionisti di mitra che non vedono l’ora di uccidere nel nome di una lotta che, a prescindere dai suoi metodi, andrebbe repressa in ogni caso.

E quindi, su una cosa Travaglio ed Ezio Mauro hanno ragione: non so perché l’abbiano capito solo ora ma, in fondo, stanno dalla stessa parte di Sallusti. Per avere libertà di espressione, bisognerebbe iniziare dal chiudere tutti questi giornali: servi, diffamatori, disonesti, ignoranti e censori di ciò che non capiscono, cioè quasi tutto.

AGGIORNAMENTO 1

tramedipensieri, anch’io ricordo che una volta si diceva così. Mi è stato insegnato a scuola che Verga ha tentato di scrivere in modo imparziale senza riuscirci, mentre Enzensberger ha scritto che lo storico sceglie da che parte stare già nel momento in cui seleziona le sue fonti… sarà tutto vero, ma c’è una bella differenza tra il non potersi estraniare dal proprio pensiero, e l’essere pagati per indottrinare la gente. D’altra parte i giornali sono diretti dai burocrati di partito (più o meno dichiarati) e finanziati dalle banche: la mia maestra delle elementari, quando ci parlò dell’imparzialità dell’informazione democratica, omise di dirci questo.

AGGIORNAMENTO 2

Segnalo questo articolo, che ricostruisce i fatti più esattamente di quanto abbia fatto io, aggiunge varie citazioni ed è scritto da un’avvocata. A prescindere dalle differenze di vedute (il mio post usa Sallusti come scusa per parlare d’altro e di lui mi frega meno di zero), l’articolo di Angela Bruno mette bene in chiaro come la casta dei parolai si sia coalizzata per difendere qualcosa che non è stato attaccato. Evidentemente, aggiungo io, allo scopo di affermare la propria immunità e onnipotenza.

Colgo l’occasione per evidenziare la loro estrema coerenza: difendono uno che ha raccontato balle raccontando balle.

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From → Opinioni

2 commenti
  1. non condivido del tutto le tue opinioni in generale, da quanto comorendo, ma il giudizio specifico su Sallusti sì.

    e grazie di essere passato da me.

  2. Non vedo la libertà d’opinione su un fatto che dovrebbe essere riportato su un giornale nella verità dei fatti nudi e crudi. Non si è sempre detto che dovrebbe essere il lettore a farsi un’opinione?

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