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“Dalla merda nascono i fior”

novembre 7, 2012

Perché nella letteratura dell’orrore non c’è la merda?

Potrei capire il cinema: i produttori sono degli imprenditori, e gli imprenditori non sono abbastanza intelligenti per riconoscere l’arte – e nemmeno per capire che un film di merda venderebbe un botto! Di merda nel senso che c’è la merda, non nel senso che fa schifo, per una volta.

Capisco un po’ meno le arti figurative. In fondo, la natura morta per eccellenza è una bella pozza di cacca sciolta! Però c’è il pregiudizio che la merda è brutta. Non è vero, provate a guardarla, chiusi nel bagno, quando non vi vede nessuno: certi stronzi sono sublimi, osservate il disegno barocco delle piccole spaccature e la grazia della piccola coda curva e appuntita!

Prendiamo la satira: è piena di merda! Da Aristofane a Dario Fo, ma anche i più commerciali Luttazzi e Littizzetto, sguazzano bene o male nella merda. Perché?

Beh, per rispondere azzardiamo un po’ di filosofia. Nel migliore dei casi aiuta a capire qualcosa, nel peggiore si fa ridere un po’ i contemporanei e i posteri, che è comunque un risultato positivo.

Cos’è la risata? E’ una presa di distanze. C’è la risata isterica della moglie che trova suo marito a letto con il papà, c’è la risatina di imbarazzo del primo della classe quando gli scappa una rumorosa scorreggia durante l’interrogazione di matematica, c’è la risata di chi ha letto una satira tagliente che dovrebbe farlo riflettere su se stesso… si ride quando qualcuno ci fa il solletico, imponendosi su parti del corpo intime come le ascelle e i piedi… in tutti questi casi, si ride per scappare.

Cos’è la satira? Ma l’abbiamo appena detto, è qualcosa che potrebbe farti riflettere. A prima vista è simile all’ironia, ma è molto più sincera, cinica, spietata, bastarda, maleducata, violenta, sociale, antisociale, profonda, superficiale, universale, grezzamente colta, ignobile, nobile, utile.

Cos’è la merda? Oh, finalmente arriviamo alla parte più bella! Perché la merda siamo noi! Perfino chi si nutre solo nei fast food mangia un sacco di verdure e pomodori, e da dove nascono le piante se non da tonnellate di merda riversate su una distesa di merda? E quando tiriamo le cuoia, cosa diventiamo se non un manichino di merda? Anche da vivi, a voler essere obbiettivi, dobbiamo ammettere che siamo proprio delle merde!

Eppure la merda è troppo vera. In una società che per reggersi ha bisogno di convincere la maggior parte della gente a farsi sfruttare e comandare da qualcun altro, i rapporti sociali sono basati sulle menzogne. Viviamo di apparenze false, di bugie raccontate in buona fede da chi in vita sua non ha mai sentito una verità, di bugie inventate per nascondere altre bugie; per la maggior parte del tempo parliamo delle nostre maschere, è beneducato chi elogia i travestimenti altrui. Milioni di mantelli di Dracula, gonnellone dell’ottocento, copricapi da maghi medievali o da bandidos del West, e costumi di Pulcinella formano uno strato a prova di bomba, che non lascia trasparire l’odore della merda!

Tranne… beh, a dire il vero non siamo poi così invulnerabili. Quando andiamo al cesso dobbiamo scoprirci. Quando beviamo può caderci un guanto, o addirittura la maschera. Quando ci chiniamo in avanti, su questi pantaloni tirati può aprirsi rumorosamente un grosso strappo. E chi sta dietro scoppia in una fragorosa risata, che noi imitiamo imbarazzati mentre barcolliamo verso casa per cambiarci.

A volte si fa apposta. Quando si alza la gonna al papa sul balcone di Piazza San Pietrino, quando si tagliano le bretelle di Giuliano Ferrara, quando si butta un secchio di merda in faccia al vicino di casa… beh, chi compie quelle azioni è un criminale che viene incarcerato prima moralmente e poi fisicamente. Oppure… oppure è un comico! Dice che in fondo la sua è arte, il che è un’altra bugia, ma permette a lui di restare fuori dalle galere e alla gente di farsi una risata invece di marciare verso la Bastiglia con le zappe in mano. E il potere asseconda la risata dei poveri giullari che sta schiacciando sotto i piedi. E ridono tutti in insieme, uno fieramente eretto su due facce, gli altri due bloccati da un peso che non permette loro nemmeno di strisciare – di cosa ridono? Di se stessi? O la risata è solo per mascherare quelle lacrime di dolore, che finiscono per lavare le suole degli stivali di un banchiere?

Ridiamo, ridiamo, ridiamo! Oh, se ridiamo! Calate il sipario, mentre rido a squarciagola, rosso in viso, tenendo disperatamente questi pantaloni a cui è saltato un bottone, mettendo in mostra il pipino e il mio culo di merda!

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From → Opinioni

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